Le uova di gallina: guida all’acquisto per una scelta consapevole

Allevamento intensivo

Le uova di gallina sono uno degli ingredienti più utilizzati in cucina, eppure la maggior parte delle persone le acquista con superficialità, senza prestare troppa attenzione alla qualità e alla provenienza.  Probabilmente una delle cause di questo comportamento, è la scarsa sensibilizzazione del consumatore,  nel nostro paese, su quelle che sono le condizioni delle galline allevate in batteria e sulla qualità scadente delle uova così prodotte.

Credo che questo sia un problema molto importante e che meriti da parte nostra un attimo di riflessione. Per prima cosa direi che la parola “allevamento” sia alquanto inadeguata per definire una realtà in cui gli animali vivono in situazioni orrende e crudeli, sotto tutti gli aspetti. Molte persone non ne sono a conoscenza però le galline vengono tenute in gabbie di metallo, circa cinque per gabbia, senza spazio a disposizione per muoversi. Le gabbie sono impilate una sull’altra e stipate in file fittissime. E’ evidente che queste non possono certo considerarsi condizioni naturali, in quanto i poveri animali non possono razzolare, muoversi o pulirsi le penne. Ne deriva inoltre che le loro condizioni di salute siano pessime: le zampe sono deformi a furia di appoggiare sulle sbarre, gli artigli crescono a dismisura perchè non possono consumarsi, le piume sono secche e rade, la cresta è floscia e senza il suo bel colore rosso, infine il becco è stato mozzato.

Penso che in tutto ciò non ci sia nessun rispetto per la vita di un animale, senza dimenticare che una gallina costretta a vivere in situazioni di stress e imbottita di antibiotici non potrà che produrre uova di scarsissima qualità, e di conseguenza minacciare la nostra salute.

Fare una spesa consapevole scegliendo uova biologiche o da allevamento all’aperto, è un gesto importante per dimostrare il nostro dissenso nei confronti dell’allevamento in batteria, ma anche per portare sulla nostra tavola cibi più genuini e salutari. Ecco quindi alcuni consigli da tenere a mente quando si comprano le uova:

  1. Non farsi trarre in inganno dalle immagini e dalle scritte riportare sulle confezioni delle uova, spesso non hanno nulla a che fare con la categoria di provenienza
  2. Verificare la categoria di provenienza leggendo i codici stampati sui gusci delle uova oppure all’interno delle confezioni
  3. Ricordarsi che in molti prodotti finiti come maionesi, salse, torte, gelati, paste già pronte, sono state utilizzate uova di scarsa qualità, quindi limitarne il consumo oppure verificare, leggendo la lista degli ingredienti, il tipo di uova contenute nelle preparazioni
  4. Acquistare uova biologiche o da allevamento all’aperto identificate rispettivamente con la cifra 0 e 1.

Riepilogo delle categorie di provenienza delle uova:

  • Se la prima cifra delle sigla stampata sul guscio è 3 significa che le uova provengono da un allevamento in batteria, quindi prodotte nelle peggiori condizioni, in genere sono le più economiche
  • Se la prima cifra della sigla stampata sul guscio è 2 significa che le uova provengono da un allevamento a terra, dove le galline sono tenute in un ambiente chiuso e squallido, dove però possono muoversi e socializzare. Solitamente ci sono 9 galline per metro quadrato
  • Se la prima cifra della sigla stampata sul guscio è 1 significa che le uova provengono da un allevamento all’aperto, dove le galline possono razzolare all’aperto durante il giorno, avendo a disposizione almeno 4 metri quadrati per gallina. A volte possono addirittura muoversi in aree boschive e nutrirsi in modo naturale
  • Se la prima cifra della sigla stampata sul guscio è 0 significa che le uova provengono da un allevamento biologico, dove le galline razzolano all’esterno, in branchi, con una dieta a base di erba fresca e cereali. La loro alimentazione deve essere certificata e sono vietati gli alimenti geneticamente modificati.