Una brigata speciale ed uno Chef d’eccezione per una cena all’insegna della solidarietà

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L’ho sempre pensato, l’ho detto varie volte, ma non lo scriverò mai abbastanza: la cucina non deve mai essere fine a sé stessa, deve essere vissuta in ogni suo aspetto, con un cuore grande ed una mente aperta. Perché la cucina è passione, è sacrificio, è studio approfondito, è conoscenza delle materie prime, è cultura, è amore per la storia e per le tradizioni, è generosità, è creatività, è il desiderio di trasmettere un’emozione attraverso il cibo. Non bisogna dimenticare che la cucina riveste anche un importantissimo ruolo sociale, di formazione ed integrazione per le persone svantaggiate, in quanto valorizza le potenzialità individuali e lo sviluppo delle autonomie personali.

La Cooperativa Sociale Fiorente è da anni impegnata sul territorio di Parma, nell’attivazione di progetti formativi e attività socio-educative rivolti a persone disabili adulte. La Fiorente si avvale di due centri diurni, nei quali propone attività lavorative ed espressive, con l’obiettivo primario di raggiungere il massimo livello possibile in termini di autonomia ed integrazione sociale e lavorativa. Proprio in quest’ottica sono nati “Che fior di corsi“, attività volte allo sviluppo delle autonomie, del benessere e della socialità, tra le quali non poteva certo mancare il Corso base di cucina. Per Federica, Alessandro, Luca, Lara, Stefano, Francesco A. e Francesco C., è così iniziato un percorso davvero intenso ed emozionante, che si è rivelato un momento di crescita e di arricchimento oltre ogni più rosea aspettativa. Ad accompagnarli in questa meravigliosa avventura, le instancabili educatrici Francesca e Sabrina, con i loro sorrisi, la loro empatia e il loro cuore grande.

Un cuore più che grande ce l’ha anche chi ha reso questo corso davvero speciale, Cristian Broglia, uno Chef d’eccezione, presente grazie al Dott. Albino Ivardi Ganapini, al quale vanno infiniti ringraziamenti. Lo Chef, dopo il diploma presso l’Istituto Alberghiero di Salsomaggiore (Pr), muove i suoi primi passi nelle cucine del territorio parmense, poi amplia i propri orizzonti lavorando in Irlanda, Spagna e Caraibi, ma alla fine non sfugge al richiamo della propria terra, ed approda in ALMA, la rinomata Scuola Internazionale di Cucina, con sede presso la stupenda Reggia di Colorno. Qui trascorrerà dodici intensi anni, prima come docente e poi come Chef eventi, ruolo che lo vedrà Ambasciatore della Cucina Italiana, e che lo porterà a viaggiare e cucinare in varie parti mondo. Il suo spirito generoso, e il suo desiderio di mettersi sempre in discussione, l’hanno portato qui, tra questi ragazzi, a vivere con loro un’esperienza unica, fatta di tante emozioni. Durante il corso è stato chiaro fin dall’inizio che si può arrivare all’obiettivo sempre, anche quando ci sono delle difficoltà, che si possono, e si devono, trovare dei percorsi alternativi. E per raggiungere l’obiettivo, lo Chef ha tolto per un attimo la toque ed indossato i panni dell’educatore, lavorando sulle differenti abilità dei ragazzi e fissando per ognuno un traguardo diverso. Lezione dopo lezione, i ragazzi si sono cimentati in varie preparazioni, partendo dal taglio delle verdure per arrivare alla realizzazione dei tortelli. C’è stato chi è riuscito a superare la paura del fuoco dei fornelli, chi faceva fatica a tenere in mano un uovo e alla fine ha preparato da solo un uovo all’occhio di bue, chi aveva già dimestichezza con la cucina ed ha avuto l’occasione di mettersi alla prova con qualcosa di più complesso. Grazie alla fiducia trasmessa dallo Chef e dalle educatrici, i ragazzi hanno compiuto tanti passi in più verso la loro autonomia. A giugno, quando c’è stata la consegna degli attestati, la gioia è stata davvero tanta, ma il meglio doveva ancora arrivare.

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A coronamento di un percorso tanto importante quanto emozionante, è arrivata anche la ciliegina sulla torta: una cena per più di sessanta persone realizzata da una brigata di cucina vera e propria, composta dai ragazzi e dal loro maestro, lo Chef Cristian Broglia. Per l’occasione la Cooperativa Avalon ha messo a disposizione la cucina dell’Osteria della Fattoria di Vigheffio, alle porte di Parma, nella serata di Mercoledì 23 Novembre. Siete curiosi di conoscere il menù? Eccolo qua in tutto il suo splendore.

img-20161123-wa0000E’ inutile dire che la cena è stata un vero successo, un tripudio di entusiasmo, soddisfazione, emozioni e alla fine anche di lacrime di gioia e commozione. In qualità di “giornalista per un giorno”, ho avuto l’immenso piacere di conoscere questi ragazzi, di vederli all’opera, di parlare con loro e poterli intervistare. Loro si sono sentiti parte di qualcosa di grande, di importante, e questo traspariva chiaramente dai loro occhi. Qualcuno mi ha raccontato di sé, delle cose che ama fare. Qualcuno mi ha detto quali sono stati i piatti che ha preferito cucinare. Qualcuno mi ha raccontato una barzelletta, o cantato la strofa di una canzone. Ma c’è una frase che mi è rimasta nel cuore, e credo riassuma il senso di tutta questa esperienza: “Adesso che ho imparato a cucinare mi piacerebbe provare a farlo per la mia famiglia“.

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E tutti i ragazzi, nessuno escluso, hanno espresso la loro simpatia e il loro affetto per lo Chef dal cuore grande e dal sorriso contagioso. Quando ho chiesto allo Chef Cristian Broglia cosa gli avessero insegnato questi ragazzi, e che messaggio vorrebbe lanciare loro, queste sono state le sue parole: “I ragazzi mi hanno insegnato l’armonia, il piacere della condivisione, la solidarietà ed il lavoro di squadra. Vorrei dire ad ognuno di loro di non dar mai nulla per scontato, di non perdere mai di vista le motivazioni, perché tutto si può fare; anche chi ha delle difficoltà può vivere una vita piena, al pari di tutti gli altri“.

Da parte mia è stato un piacere immenso conoscere tutti quanti, e ringrazio di cuore Francesca e Cristian per avermi coinvolta in questa bellissima esperienza, alla quale sono felicissima di aver dato voce.

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2 comments

    • Afrodita says:

      Grazie Elena, è stata un’esperienza davvero bella. Spero che anche altre realtà prendano spunto da questa Cooperativa, perché la cucina è una grande opportunità di integrazione sociale e lavorativa.

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